Storie di Nichelino

Chi è la ragazza del murales di Nichelino? La storia di Sara, una vita spezzata a 15 anni

Quella ragazza dai lunghi capelli nero corvino, sorridente, con gli occhi pieni di vita disegnata sul muro di fronte allanagrafe comunale chi è? Questo è il ricordo di una quindicenne vittima di un tragico incidente stradale

Il murales dipinto davanti al comune di Nichelino: «Buongiorno principessa. Ci manchi» (© )

Il murales dipinto davanti al comune di Nichelino: «Buongiorno principessa. Ci manchi» (© )

NICHELINO - Uscendo dall'anagrafe comunale di Nichelino di piazza Comandona dopo un’intervista mi sono trovato di fronte un murales che ha attirato la mia attenzione. Una ragazza dai lunghi capelli nero corvino, sorridente, con gli occhi pieni di vita era disegnata davanti a uno sfondo grigio, cupo, triste. «Buongiorno principessa», si leggeva vicino, «ci manchi». Parole che mi avevano subito fatto intuire ciò che poteva rappresentare quel murales. Poi vicino leggo un nome, «Sara».

Una data: 19 dicembre 2010. Due nomi: Sara e Daniel
Decido di approfondire. Quel nome mi ha come lasciato un’inquietudine che mi porta a informarmi di più, a chiedere ad amici giornalisti di Nichelino, a interpellare anche le forze dell’ordine. Domande che trovano una risposta pochi giorni dopo portandomi a tutta la verità. E purtroppo, come temevo, non è una bella storia. Quella ragazza nel murales aveva davvero tanta voglia di vivere, ma la sera del 19 dicembre 2010, qualche giorno prima di Natale, la sua vita è stata spezzata a soli 15 anni. La giovane Sara Biscotti aveva passato un pomeriggio con due coetanei a Beinasco, Daniel e Giada, a girare tra negozi e bancarelle natalizie allestite a festa all’interno del centro commerciale Le Fornaci. Poi, quando il cielo sempre più scuro iniziava a consigliare un rientro a casa per non far preoccupare i genitori, i tre amici sono saliti sul pullman 43 che avrebbe fatto loro attraversare Beinasco, Orbassano e Rivalta. Un verbo al condizionale usato non a caso: i 15enni avevano sbagliato direzione e preso il bus che andava nel senso opposto alla loro. Tasto di prenotazione della fermata schiacciato subito e discesa dal mezzo pubblico.

«Al mio tre attraversiamo la strada…» e poi la tragedia
La prima fermata utile del bus numero 43 era in via San Luigi, un rettilineo alla periferia di Rivalta che all’epoca dei fatti, nel 2010, era praticamente buio, illuminato solamente dai fari delle auto sfreccianti. «Al mio tre attraversiamo la strada e prendiamo il pullman giusto» aveva detto Sara a Daniel e Giada. Forse una pazzia viste le condizioni della strada, ma quel che è certo è che i tre ragazzi mai si sarebbero aspettati quel che è accaduto di lì a poco. «Uno, due e tre…», Sara afferra la mano di Daniel e per attraversare la carreggiata, ma nemmeno il tempo di fare i primi passi e i due ragazzi vengono travolti da un’auto, una Alfa Romeo 147 guidata da un uomo di 40 anni di Volvera. L’urto è stato violentissimo e i due 15enne scaraventati sull’asfalto. Un incidente di quelli che solo un miracolo potrebbe non trasformare in tragedia, cosa che purtroppo in questo caso non è avvenuta. Il conducente ha arrestato immediatamente la corsa, è sceso dalla vettura ed è scoppiato in lacrime capendo ciò che da lì a poco i soccorsi hanno reso ufficiale. La piccola Sara, 15 anni, era morta sul colpo. In gravissime condizioni anche Daniel Panetta, l’amico di Sara, trasportato in codice rosso all’ospedale San Luigi: tre giorni di battaglia tra la vita e la morte, poi anche il suo cuoricino si è spento.

Il ricordo a Nichelino
Gli amici non dimenticheranno mai Sara e Daniel. Sul web ci sono alcuni video con le fotografie dei due ragazzi che scorrono con sottofondi musicali dolci. E poi c’è quel murales a Nichelino, quello che in una mattinata di inizio 2016 mi ha colpito. Lì Sara Biscotti vivrà per sempre a pochi metri da casa.