Chiara Appendino Sindaco

Rivoluzione Appendino: «La città è spaccata, rilanceremo le periferie. E sul Tav...»

Assessori, Tav, periferie, l'eredità di Piero Fassino e gli appuntamenti futuri con i cittadini. Chiara Appendino a 360 gradi parla per la prima volta dopo la vittoria al ballottaggio

TORINO - «E' stato un risultato storico, abbiamo festeggiato in piazza con le persone che mi hanno aiutato in questa campagna elettorale. Voglio ringraziare loro, la mia famiglia, mio marito». Sono queste le prime parole da sindaco (anche se la cerimonia ufficiale di insediamento avrà luogo nelle prossime settimane) di Chiara Appendino.

La fotografia di una città spaccata a metà
Dopo una notte di festeggiamenti e sorrisi, è una Chiara Appendino determinata e distesa quella che si presenta nella prima conferenza stampa dopo il ballottaggio. La voce rotta dall’emozione di ieri sera lascia spazio a un tono determinato e a un’analisi precisa sulla vittoria e sull’identikit di una città che dovrà amministrare per i prossimi cinque anni: «Il voto ha detto che Torino è divisa in due: c’è una città che non si è sentita rappresentata dalla precedente amministrazione, una città sola. Per non farla sentire sola, il resto della città dovrà abbracciarla». Una velata accusa al predecessore Piero Fassino, ma allo stesso tempo una mano tesa agli avversari, a quei 168.880 elettori del centro sinistra che hanno riservato la loro preferenza al sindaco uscente: «Spero che chi non si è riconosciuto nel voto a me come sindaco, possa aver voglia di dialogare con noi: io dialogherò con tutti. La sfida è far si che i cittadini tornino a sentirsi parte dell'amministrazione»

Appendino: "Il grido di dolore delle periferie non rimarrà inascoltato"
Nella corsa rimonta vincente per la carica di primo cittadino, un ruolo fondamentale lo hanno giocato sicuramente le periferie, vero "feudo" di Chiara Appendino durante la campagna elettorale. E’ a quello spaccato di società che il nuovo sindaco di Torino ha voluto riservare una promessa: «A ottobre presenteremo un patto per il rilancio delle periferie. Ci siederemo al tavolo con tutti i soggetti economici e sociali, con tutti gli attori del territorio e faremo ripartire le periferie con un piano quinquiennale perché il grido di dolore che arriva da lì non può rimanere inascoltato».

Assessori e organizzazione comunale: sarà rivoluzione
Un ringraziamento speciale è arrivato anche per gli assessori che hanno deciso di esporsi senza sapere se l’Appendino sarebbe diventata o meno sindaco. L’invio dei curriculum e le presentazioni pubbliche hanno svolto un ruolo importantissimo in una campagna elettorale condotta rimarcando fino all'esasperazione il concetto di trasparenza con i cittadini: «Gli assessori che si sono esposti prima del voto sono stati coraggiosi, è doveroso ringraziarli. Ne abbiamo presentati nove, nei prossimi giorni presenteremo gli altri tre». Ed è proprio su questo rapporto diretto amministrazione-cittadini che Chiara Appendino si è annuncia innovativa, proponendo più momenti di incontro e confronto: «Abbiamo deciso di dedicare un giorno per ricevere i cittadini, mentre una volta al mese organizzeremo una Giunta in diretta su Facebook in modo che i cittadini possano farci domande: il rapporto tra chi amministra e chi vive la città deve essere diretto».

Rebus Tav, il pensiero di Chiara Appendino
La questione più spinosa riguarda ovviamente il Tav. Sin dai primi minuti post-elezioni, quando le bandiere degli attivisti hanno invaso piazza Castello e Palazzo Civico, è stato subito chiaro come gran parte dell’elettorato rivendichi una posizione precisa e netta del nuovo sindaco. La risposta dell’Appendino, sincera e schietta, potrebbe in parte deludere i sogni di chi sperava di bloccare i lavori del Tav in un futuro prossimo: «Il sindaco non può bloccare il Tav, ma porterò le ragioni del 'no'. Dialogherò con tutti, anche con chi pensa sia giusto farlo». Una frase diplomatica che lascia aperta ogni possibilità.

La nuova sfida del Movimento 5 Stelle
Vincere il ballottaggio è stata una vera e propria impresa, ma la sensazione è che la vera sfida inizi proprio ora. Chiara Appendino e, di fatto, il Movimento 5 Stelle, dopo un quinquennio passato all'opposizione, dovranno dimostrare di potersi sedere dall'altra parte: quella dell'amministrazione. Una responsabilità non da poco, che non spaventa il nuovo sindaco:«Questa città ha voglia di cambiamento e bisogno di un rinnovo della classe dirigente, nuove idee e nuove energie. Siamo in grado di farlo. Io sono pronta, noi siamo pronti. Ci aspettano cinque anni che sono un sogno fino a qualche giorno fa e ora sono realtà perchè siamo già al lavoro».