Sfrattati ed emergenza freddo

Arriva il freddo in città, in via Farinelli una casa per le famiglie sfrattate

Saranno una quindicina le famiglie che potranno essere accolte temporaneamente nel progetto «Casa Farinelli». Prima dell’inizio del 2017 però ci sarà bisogno di mettere a punto alcuni interventi di ristrutturazione

In via Farinelli una casa per le famiglie sfrattate (© )

In via Farinelli una casa per le famiglie sfrattate (© )

TORINO - Sta arrivando il freddo in città e per questo il Comune di Torino ha già messo a punto «Piano invernale di potenziamento dei servizi per persone senza dimora e per nuclei in estremo disagio sociale e abitativo 2016/2017». Questo, tra le altre cose, prevede anche l’utilizzo della ex sede dei Servizi sociali di via Farinelli 40/1 che, da inizio anno, potrà dare corpo al progetto «Casa Farinelli», permettendo di offrire ospitalità temporanea a una quindicina di famiglie sfrattate, in condizione di difficoltà economica e in attesa di trovare una soluzione al problema della casa. Prima dell’inizio del 2017 però ci sarà bisogno di mettere a punto alcuni interventi di ristrutturazione, già approvati dalla Giunta comunale.

Con il progetto «Casa Farinelli» il Comune di Torino non intende offrire solamente una soluzione abitativa per qualche mese, ma vengono anche attivate misure di sostegno al reddito, come l’opportunità di svolgere lavoro accessorio, e organizzate attività di volontariato a beneficio di tutti i residenti della struttura, ad esempio la pulizia degli spazi comuni, l’accudire i bambini e l’effettuare piccole manutenzioni.

«La scelta di adattare una parte dei locali dell’immobile di via Farinelli a spazi abitativi», ha spiegato l’asssessora al Welfare, Sonia Schellino, «ci permette di aumentare l’offerta delle strutture cittadine di accoglienza temporanea riservate a famiglie fragili e senza casa e, allo stesso tempo, ci consente di mantenerle unite, soprattutto quando sono presenti bambini e ragazzi. Non dividere è importante non solo per il fatto che così si evita di aggiungere disagio a situazioni già precarie, ma anche perché l’unità del nucleo familiare aiuta a creare le condizioni, psicologiche e materiali, per superare i momenti di difficoltà».