Tutti i progetti in bilico

Dimissioni Renzi, dalla linea 2 della metropolitana al parco della Salute: cosa cambia per Torino?

Con le dimissioni del Presidente del Consiglio, Comune e Regione rischiano di veder saltare alcuni progetti previsti e cruciali per lo sviluppo del territorio.

Matteo Renzi, dopo la vittoria del "No" al referendum, si è dimesso (© )

Matteo Renzi, dopo la vittoria del "No" al referendum, si è dimesso (© )

TORINO - Cosa cambia per la Regione Piemonte e in particolare per la Città di Torino dopo le dimissioni di Matteo Renzi? Tutto torna in discussione. Chiamparino e Appendino infatti si aspettavano di ottenere 3,6 miliardi di euro dal Governo: gli accordi con Renzi erano chiari, ma la sconfitta al referendum del premier potrebbe cambiare tutto. I prossimi giorni saranno decisivi per capire le intenzioni del Governo, ma è probabile che dopo un iniziale periodo di stand by possano essere prese le decisioni che Comune e Regione attendono con ansia.

Tav, Parco della Salute: tutti i progetti in bilico
I progetti in bilico sono tantissimi: la costruzione del Tav, Il potenziamento e ristrutturazione delle linee ferroviarie in partenza da Torino, la costruzione della linea 2 della metropolitana, il prolungamento della linea 1 verso Rivoli, il Parco della Salute, lo sgombero dell’ex Moi e del campo nomadi di via Germagnano e la riqualificazione della Palazzina di Caccia di Stupinigi, della Mandria e dei Giardini Reali. Insomma, dalle infrastrutture alla cultura passando per la sicurezza, ogni sfera sembra essere coinvolta. Ma facciamo chiarezza: negli scorsi giorni Appendino e Chiamparino hanno presentato al sottosegretario allo Sviluppo Claudio De Vincenti l’elenco con gli interventi da effettuare. Un piano da 6 miliardi di euro. Attualmente, grazie ai fondi europei, Comune e Regione possono contare su 600 milioni di euro. Vi sono poi quasi 2 miliardi praticamente disponibili perché promessi e pattuiti, ma non sono ancora arrivati. Mancano quindi 3,6 miliardi, quelli promessi da Renzi. Arriveranno?

Chiamparino ottimista, nessuna reazione da Appendino
Chiamparino ha provato a tranquillizzare: «Ogni crisi presuppone qualche elemento di incertezza ma il tema è stato affrontato in logica istituzionale e credo che si andrà avanti sulla strada imboccata». Appendino per ora non ha commentato la possibilità che qualcosa, negli accordi presi, possa cambiare. La parte più in bilico è quella delle infrastrutture, per le quali mancano tre miliardi di euro di coperture. Tantissimi. Solo la richiesta della sindaca di Torino per la costruzione della linea 2 della metropolitana ad esempio è di 1,2 miliardi di euro. Meno cospicue, ma comunque non di facile accesso, le cifre per chiudere il campo nomadi di via Germagnano: servono in questo caso 5 milioni. Non dovrebbero invece subire ritardi i fondi stanziati per i paesi alluvionati.

Rischio progetti ridimensionati
Dopo la caduta di Renzi, Regione e Comune attendono con ansia una risposta che potrebbe però tardare ad arrivare, almeno sino a che non siano stati definiti i nuovi equilibri. Il rischio che qualcosa possa cambiare è evidente. Non si parla per forza di «addio» ad alcuni progetti, ma un ridimensionamento è possibile. Un esempio? Il Parco della Salute. Se non dovessero arrivare i 140 milioni promessi dal Governo, il progetto conterebbe solamente sui 250 milioni già messi in conto. Il punto interrogativo comunque c’è, inutile negarlo. Torino, così come tutto il Piemonte, spera di poter avere quelle risorse per realizzare idee e progetti fondamentali, in grado di cambiare radicalmente il futuro del territorio.