Scooter sharing

«Scooter sharing a Torino sì, ma solo con mezzi elettrici come a Roma»

L’assessore apre allo scooter sharing dopo l’iniziale chiusura e lo fa annunciando che saranno sperimentati solo mezzi elettrici e non a benzina. «Faremo come a Roma»

Scooter sharing elettrico a Torino, questo nel futuro (© )

Scooter sharing elettrico a Torino, questo nel futuro (© )

TORINO - «Stiamo portando avanti il discorso dello scooter sharing a Torino, ma si farà solamente con mezzi elettrici, escludo quelli a benzina». Ad aprire verso il mondo delle due ruote in condivisione è l’assessore alla Viabilità Maria Lapietra, la stessa che a fine settembre disse che per lei era bandito a Torino lo scooter sharing. Le pressioni dell’opposizione, e forse anche della sindaca Chiara Appendino, le hanno fatto cambiare idea, seppur parzialmente. Il modello di riferimento che ha in mente l’assessore è infatti diverso da quello che si erano immaginati i consiglieri della Giunta precedente al momento della presentazione della mozione. Non si guarda più solo verso Milano, dove Enjoy ha aperto la strada ai motorini condivisi a benzina, ma più verso Roma che in quanto a «sharing» è la prima in Italia. La Capitale al momento vanta otto diverse offerte per i cittadini tra auto e moto, con anche oltre cento mezzi a due ruote a impatto zero.

Sperimentazione sì, ma ci sono molti interrogativi
L’argomento è ancora in via di sviluppo e al momento non ci sono dettagli sulla tempistica e su società interessate a investire su Torino. Un anno fa si parlava di Eni, già presente nel capoluogo piemontese con il car sharing Enjoy e a Milano con gli scooter, ma l’ipotesi al momento è stata accantonata vista la chiusura di Lapietra verso i mezzi a benzina. A Roma, per la cronaca, sono presenti «2Hire» e «Scuter» che offrono ai romani scooter e tricicli elettrici in condivisione. Altro punto interrogativo è il tempo di realizzazione del progetto «scooter sharing» che difficilmente prenderà vita la prossima primavera. E’ molto più probabile nel 2018.

Si valuta il costo a chilometro e non a minuti
Altro punto su cui punterebbe l’amministrazione è il costo a distanza percorsa e non a tempo come invece avviene oggi con il «car sharing». Una differenza non da poco per l’assessore Lapietra secondo cui per risparmiare minuti - e quindi soldi - in molti correrebbero sulle due ruote mettendo in pericolo la propria e l’altrui incolumità.