Storie di Torino

Porta Palazzo o Pòrta Pila? La storia del nome del mercato più famoso di Torino

Presente da oltre un secolo, il mercato di Porta Palazzo è uno dei luoghi più caratteristici della nostra città. Da cosa deriva il suo nome? E lo sapevate che non sempre si è chiamato così?

Porta Palazzo nel 1918, quando la piazza era intitolata a Emanuele Filiberto (© )

Porta Palazzo nel 1918, quando la piazza era intitolata a Emanuele Filiberto (© )

TORINO - Ogni torinese che si rispetti, almeno una volta nella vita, si è recato al mercato di Porta Palazzo. O meglio, di Pòrta Pila. Sì, non abbiamo sbagliato nome perché forse non tutti lo sanno ma lo storico mercato che da oltre un secolo è considerato il «ventre di Torino» era chiamato in gergo Pòrta Pila dai piemontesi doc. Che storia c’è dietro il nome di questo luogo pieno di colori, banconi, persone e tradizioni?

Perché si chiama Porta Palazzo
Il nome Porta Palazzo trae origine dalla Porta Palatina presente nelle vicinanze, l’allora Porta principali Dextera e dalla Porta Posterla, vicino a largo IV Marzo. In questo luogo vi era uno degli edifici romani più antichi: la Casa del Senato d’epoca alto Medievale, meglio conosciuta come il Palazzo. Parliamo di una delle zone più trafficate della Torino che fu, un luogo in cui i mercanti erano soliti trasportare le loro merci dal mercato sino a piazza Palazzo di Città (allora piazzetta delle Erbe).

Perché i torinesi la chiamavano Pòrta Pila
Per quanto riguarda Pòrta Pila invece, la ragione è da ricercare in una tradizione tutta torinese: dopo il mercato infatti era usanza comune giocare a «pila o croce», in pratica l’attuale «testa o croce», utilizzando antichi dobloni. Con il passare del tempo la parola «pila» venne poi utilizzata per rappresentare il denaro, con il quale ogni giorno i torinesi erano soliti fare la spesa al mercato. Associare Porta Palazzo alla pila divenne quindi automatico: da quest’usanza si deve quindi il gergo «Pòrta Pila».

Tradizione e cambiamenti, Porta Palazzo nel cuore di Torino
C’è di più: la stessa piazza in cui oggi vi sono i banconi, piazza della Repubblica, un tempo si chiamava piazza Emanuele Filiberto. Una struttura mutata nel tempo, con le sue bancarelle, le ghiacciaie, il padiglione dell’Orologio e il mercato dell’abbigliamento di Fuskas. E’ evidente come la storia urbana e culturale di questo mercato rappresenti un elemento importantissimo nella storia della città stessa. Oggi è difficile, se non impossibile, girare per Porta Palazzo e sentire parlare piemontese. Più facile riconoscere parole cinesi, arabe o romene. E’ lecito affermare quindi come Porta Palazzo, con tutte le trasformazioni avvenute in questi anni, abbia visto cambiare radicalmente Torino.