Eventi

Colore, colore e ancora colore: Kandinsky, Munch, Matisse e Warhol a Torino 

In mostra dal 14 Marzo al 23 Luglio grandi artisti di fama internazionale per la mostra "L’emozione dei COLORI"

TORINO - Dove? Al Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e nelle sale della GAM-Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino. Ma soprattutto, che cosa? Un'esposizione straordinaria che accoglierà 400 opere d’arte, realizzate da oltre 130 artisti provenienti da tutto il mondo, dal titolo "L’emozione dei COLORI». Infine, quando? Dal 14 Marzo al 23 Luglio.

Tutto sul colore
Il filo conduttore della mostra appare chiaro fin dal titolo dell'evento: l'uso del colore nell'arte. Il tema verrà declinato in tutte le sue molteplici sfaccettature, dal filosofico al biologico, dall'antropologico al neuroscientifico, davvero niente verrà lasciato al caso. Per l'occasione si riuniranno opere provenienti da tutto il mondo. Parteciperanno le collezioni del MNAM Centre Georges Pompidou di Parigi, del Tate Britain di Londra, del Paul Klee Zentrum di Berna e della Dia Art Foundation di New York, per citarne solo alcuni. Tra gli italiani si ricordano la Fondazione Lucio Fontana di Milano,  oltre che dai due musei GAM e numerosi privati. Nel corso della mostra inoltre, il neuroscienziato Vittorio Gallese dirigerà, per la prima volta a livello mondiale, un laboratorio di studio neuroscientifico incentrato sull’esperienza del pubblico di fronte a opere d’arte.

I grandi teorici del colore
I precedenti dell’arte astratta moderna sono indagati attraverso opere dei seguaci Hindu Tantra (XVIII secolo) e dei Teosofisti (XIX secolo) che utilizzavano le forme-colore come fonti per la meditazione e la trasmissione immateriale del pensiero. Il punto di avvio nell’astrazione teosofica è legato alle ricerche di Annie Besant (1847-1933). Alla fine del Settecento, Isaac Newton scopre che i colori che vediamo corrispondono a specifiche e oggettive onde elettromagnetiche non assorbite da materiali. Johann Wolfgang von Goethe si oppone a Newton, affermando che i colori sono prodotti dalla mente e non oggettivi. Goethe scopre il fenomeno degli Afterimage colors (il fatto che l’occhio umano percepisce come immagine residua il colore complementare a un colore osservato con persistenza su di una superficie bianca). All’epoca prevalse la teoria di Newton. L’Ottocento è anche il secolo del grande sviluppo della chimica e della scoperta dei colori sintetici derivati dal catrame di carbone. Nell’Ottocento e Novecento si sviluppa la standardizzazione industriale dei colori con i vari codici RAL e Pantone.

Il colore nell'era moderna
Con il relativismo culturale che caratterizza l’epoca attuale e attraverso le recenti ricerche neuroscientifiche, si torna alla visione di Goethe, attribuendovi un valore nuovo. L’emozione dei COLORI nell’arte riflette sul tema da un punto di vista che tiene conto della luce, delle vibrazioni e del mondo affettivo. Si pone in discussione la standardizzazione nell’uso del colore nell’era digitale, standardizzazione che riduce sensibilmente le nostre capacità di distinguere i colori nel mondo reale.