Polizia municipale

Analisi dei cellulari dopo gli incidenti gravi: Torino la prima città ad avere una task force

La dinamica degli incidenti e le cause potrebbero essere individuate anche analizzando i dispositivi elettronici che usiamo tutti i giorni e che, invece, non dovremmo utilizzare quando si guida

TORINO - Il capoluogo piemontese sarà la prima città in Italia ad avere una task force con il compito di analizzare i dispositivi elettronici degli automobilisti coinvolti in incidenti stradali gravi. Telefoni cellulari, tablet, navigatori satellitari e smart watch potrebbero presto rivelarsi testimoni oculari di sinistri stradali avvenuti per negligenza da parte del guidatore. Basta poco perché possa succedere una tragedia, come i pochi secondi di distrazione che servono per mandare un messaggio: tempo utile a percorrere decine di metri, se non centinaia in autostrada, tempo in cui l’automobilista si distrae completamente staccando anche almeno una mano dal volante.

La task force della municipale
L’idea è quella di analizzare i dispositivi elettronici per trovare indizi, o prove, che possano aiutare a ricostruire gli incidenti. In particolare per capire se gli automobilisti coinvolti fossero o meno distratti dal cellulare o da altro controllando registro chiamate, sms, foto, eccetera, incrociandoli con i dati sulla geolocalizzazione.

Problema privacy?
Nessun problema per quanto riguarda la privacy. La polizia municipale ogni volta, se possibile, chiederà il consenso agli automobilisti. Se questi lo negheranno potrebbe scattare il sequestro. Dopodiché i dispositivi saranno consegnati ai colleghi che avranno il compito di analizzare. Nessun problema nemmeno in caso di dispositivo bloccato: questo potrebbe essere inviato ad aziende specializzate, in Svezia o in Israele, che lo sbloccheranno.